Nonostante l’estrazione del ferro e del rame risalga al passato, ancora oggi le notti valsassinesi sembrano illuminate dalle fiamme degli altiforni collocati lungo la via del ferro. Quest’ultima non è una semplicemente la strada che collega la val Brembana alla Valsassina, ma è un percorso segnato dal duro lavoro della miniera, dei forni e delle fucine. Lungo questa via transitava il ferro che scendeva dalle miniere dell’Alta Valle già 2500 anni fa, in epoca celtica e lo sviluppo economico dell’intera aree per secoli è stato influenzato dall’estrazione del ferro più che dalle attività agro-pastorali. I borghi antichi, le strade porticate, le fontane di pietra, i resti di strutture fortificate e le vecchie mulattiere sono oggi affiancati dalla modernità e dall’alta tecnologia delle industrie della lavorazione del ferro. Tra il XVI e il XVIII secolo, Cortenova rappresentò con le sue cinque fornaci uno dei maggiori centri di lavorazione del ferro e del rame di tutta la Valsassina. Passando negli scorsi decenni attraverso la produzione di attrezzi agricoli e da lavoro, le industrie di Cortenova sono attualmente riconosciute a livello mondiale per la produzione di flange (anelli di giunzione di tubi, principalmente per oleodotti) di altissima qualità. Questo a testimoniare l’operosità e il grande ingegno di una popolazione che ha saputo convertire una forte tradizione del passato in un opportunità per il futuro.

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