Come mani che si giungono per raccogliere l’acqua, la val Biandino si rivela conca rigogliosa, racchiusa fra alte dita rocciose. La natura è vanitosa protagonista e si mette in mostra in ogni angolo. A fondo valle si rimane colpiti dalla varietà dei fiori che colorano il manto erboso e attraggono, nelle stagioni più calde, api e farfalle. Ma la varietà faunistica della Val Biandino non si ferma qui: non è infatti difficile scorgere le marmotte, ritte sulla loro postazione di vedetta e, salendo si può assistere alle fugaci apparizioni di caprioli, camosci e stambecchi. La presenza dell’uomo, un tempo massiccia ed evidente, appare oggi discreta e silenziosa. Vivere in questa terra significa essere lontani per mesi dai maggiori centri abitati e il Rifugio di Santa Rita incarna pienamente la sensazione di isolamento. In un tale contesto si sono fortificate tradizioni secolari tramandate fino ad ora, come l’annuale processione alla Madonna della Neve, che difese gli introbiesi dal colera. Importante crocevia fra la Pianura Padana e l’Europa centrale in tempi ormai lontani, la val Biandino è adesso un’ideale meta per chi cerca una semplicità mai banale, perfetto esempio di un’antica armonia fra l’uomo e il territorio. Per raggiungere questo luogo affascinante ed incontaminato occorre dotarsi di zaino e voglia di camminare in mezzo alla natura: diversi sono i sentieri che portano in val Biandino e, durante l’estate, alcuni rifugi offrono il servizio di trasporto in jeep per i più pigri!

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