Là dove i raggi del sole accarezzano i vigneti, su un versante terrazzato noto come “La Sponda”, appare una conca amena e antica. Poche case in sasso ed una torre, raggiungibili solo a piedi, uno straordinario balcone naturale che desta grandi emozioni nel viaggiatore che vi giunge. È il silenzio ad abitare ancora le vie di questo borgo, un silenzio rotto solo di tanto in tanto dal rigoglio di alcune sorgenti, da cui il nome Fontanedo. Il panorama è davvero suggestivo e quasi ipnotico; da qui si domina completamente il Lario, sembra di essere vertiginosamente sospesi in aria, tra l’acqua del lago e le rocce del monte Legnone. Di grande fascino è anche il percorso che porta a Fontanedo: tra gli alberi una luce magica illumina le rocce di mica che costellano il sentiero.Il borgo ha un origine molto antica: la torre è documentata fin dalla fine del 1300, quando Barnabò Visconti pare la fece edificare, o forse solo riadattare partendo da una torre già esistente in precedenza, a testimonianza dell’importanza anche strategica del luogo. Gli altri edifici, ora quasi completamente disabitati, nacquero come strutture al servizio della torre (una cappella, un pozzo, un forno). Al contrario dei Forti, edificati ed utilizzati da militari che giungevano da altre terre, la torre e l’abitato di Fontanedo sono da sempre strettamente legati all’identità del territorio, fungendo anticamente da avamposto difensivo del borgo di Colico e da punto di controllo del passaggio di viandanti e mercanti tra la Valtellina ed i paesi del Lago.

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