Che lo si osservi stando a bordo di un battello o passeggiando sul lungolago, è facile immaginare un poeta o un pittore, seduto sull’argine di sassi, in cerca d’ispirazione. Contemplare la superficie del Lario dal porto di Colico è qualcosa di suggestivo, con lo sguardo che si perde fra le lievi increspature delle acque e le vette dell’arco alpino. Nell’epoca dei Grand Tour, tanti artisti, soprattutto tedeschi, sono passati proprio di qui. La vocazione turistica del lago e delle sue piccole perle ha origine antica, ma luoghi come questo hanno molto spesso una storia più variegata da raccontare. Nato nei primi decenni dell’800, è per volere degli austriaci che la struttura acquisisce importanza e intorno al 1840 diventa uno dei principali scali per la navigazione e il commercio internazionale. Il periodo d’oro, caratterizzato dai battelli a vapore, che diventano simbolo di questi spostamenti di merci e persone, ebbe però fine quando si preferì utilizzare il traforo del San Bernardo. Colico e il suo porto tornarono così ad essere soggetti da cartolina. Oggi il porto ha una funzione turistica e questa vocazione all’accoglienza fa sì che Colico sia una meta molto frequentata da sportivi (importanti le scuole di surf, kitesurf, immersione…) e da turisti italiani e stranieri in cerca di armonia e bellezza.

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