Le onde del Lario s’infrangono sulla riva del suo borgo medievale per eccellenza: Corenno Plinio. Secondo la tradizione, nel I secolo dc il console romano Caio Plinio il Vecchio (o forse suo nipote, il Giovane), s’innamorò così tanto del lago e di queste terre che il suo nome venne aggiunto a quello di Corenno nel 1863. Ciò che appare a chi vi si inoltra per la prima volta è uno scenario da fiaba. Un piccolo villaggio arrampicato sulla roccia, costruito intorno ai resti del castello trecentesco con cinta muraria e due torri. La sua parete meridionale è un tutt’uno con quella della parrocchia dedicata a San Tommaso di Canterbury, che custodisce al suo interno alcuni affreschi del XIV secolo. Ma è all’esterno che mostra i suoi elementi più peculiari: s’innalzano due in facciata, una sulla parete del castello, le tre arche Andreani, uniche testimonianze di sepolcri monumentali gotici sul Lario. L’incanto non finisce qui. Dalla piazzetta della chiesa ci si immerge nel paesino, scendendo per vicoli ciottolati dal sapore antico. Facile è imbattersi nei gatti che passeggiano tranquilli per le scalinate grezzamente scavate nella pietra. Infine si sbuca sul molo, rimanendo senza fiato per l’emozionante panorama che si allarga dall’alto fino a centro lago. Le caratteristiche di questo borgo romantico, che fonde in modo unico le sue architetture con il paesaggio, rendono Corenno una pietra preziosa incastonata nella costa lariana.

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