Nelle serate di giugno e luglio per le spiagge ghiaiose di Dervio ha luogo un antico rituale che anche le onde si fermano a guardare. Sui loro troni di legno immersi nell’acqua, i pescatori armati di canna o quadrato attendono pazientemente il momento giusto per rubare al lago le sue creature.Le varietà di pesci del Lario sono numerose, su tutte spiccano sicuramente gli agoni. Proprio loro sono i veri protagonisti di queste notti derviesi (anche se le altre specie non sono affatto disdegnate). Avvicinandosi alla riva per deporre le uova, vengono tratti in inganno dalle esche, che siano finte mosche o cagnotti. Una volta pescati, anche la loro conservazione è parte di una tradizione secolare. Puliti e salati, vengono infilati nello spago e fatti essiccare al sole; vengono poi messi nella Misolta, un contenitore di latta o legno dove vengono pressati con l’aggiunta di foglie di alloro. In questo modo da sempre si ottengono i “Misultin” (missoltini).La tradizionale lavorazione del pesce non solo fa parte della storia passata, ma viene mantenuta dalle nuove generazioni di pescatori che hanno scelto di trascorrere la loro vita in simbiosi con le acque dl lago.Un celebre detto Lariano recita: “Pulenta e misultin, e ‘n bel bicer de vin” (polenta e missoltino e un bel bicchiere di vino). Una prelibatezza dal gusto lariano, recentemente divenuta presidio Slow Food.

LA TUA TESTIMONIANZA »

Le vostre TEstimonianze
Al momento non ci sono Testimonianze.