Duecentocinquanta metri nel cuore di Varenna. Un fiume, scoperto da Leonardo Da Vinci, che scorre bianco, impetuoso dalle viscere della montagna. Il maestro fiorentino studiò il torrente spumeggiante e lattiginoso durante un soggiorno nella vicina Bellagio, colpito da uno strano fenomeno: tra aprile e febbraio la portata delle acque del “Fiume delle due Madonne”, come lo chiamano i locali, è abbondante, mentre nei mesi invernali è completamente secco. Fiumelatte è anche il nome della piccola località, frazione di Varenna, dove scorre il torrente. Numerose sono le leggende legate a Fiumelatte. Una di queste racconta di una giovane fanciulla di Varenna che, innamorata di tre giovani, suggerì loro di andare in esplorazione sulla montagna alla scoperta della sorgente di Fiumelatte. Solo chi fosse stato capace di rivelarle l’origine del torrente sarebbe divenuto suo sposo. Passarono i giorni e le settimane. Ritornati in paese i pretendenti raccontarono le loro avventure. Il primo, accompagnato da una sirena, scoprì un paradiso, che si trasformò ben presto in una voragine senza uscita; il secondo si ritrovò in una caverna con donzelle danzanti per poi sprofondare in uno luogo buio, pieno di rospi e pipistrelli; il terzo, rimase muto, con lo sguardo fisso nel vuoto e le labbra tremanti. Dopo tre giorni i tre spasimanti morirono. Ancora oggi ci si chiede quale meravigliosa avventura avesse vissuto il terzo giovane. Quali incredibili creature avesse incontrato.

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