Tutti i castelli custodiscono fra le loro mura, un tesoro. Quello del Castello di Vezio non è nascosto dentro a un forziere, ma attende i visitatori in una cornice mozzafiato sul Lago. Si tratta dell’antica tradizione della falconeria, riportata alla luce negli ultimi anni dai proprietari, la famiglia Greppi. Tutti i giorni (meteo permettendo) nel giardino di questo luogo senza tempo si può incontrare il custode e falconiere Nicola Castellano (che non poteva avere cognome più adatto) alle prese con l’addestramento e la cura di sei bellissimi rapaci. Le origini di questa nobile arte sono millenarie, così come quelle del castello. La leggenda vuole che la fortificazione, insieme alle chiese di San Martino e di Sant’Antonio (rispettivamente collocate a Perledo e Vezio) siano state costruite per volontà della Regina Teodolinda che, durante un soggiorno nel borgo di Vezio, volle lasciare un segno tangibile a testimonianza della sua fede nel Cristianesimo. È comunque certo che l’area fu utilizzata come avamposto militare sin dall’epoca celtica. La fortezza di oggi è probabilmente originaria del XII secolo, ma nel corso del tempo è stata più volte abbattuta e ricostruita. Questo luogo incantato è raggiungibile solo a piedi. A circondare le mura ci sono numerosi ulivi grazie ai quali viene prodotto l’Olio di Perledo, un’eccellenza di questo territorio generoso di bellezza e sapori.

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