Il suo nome, Benito, è la versione spagnola del più nostrano Benedetto e “benedetto” il nostro personaggio lo è stato davvero quel giorno del lontano 1951 quando, al comando di una “lucia” carica di legnami, si trovò in mezzo ad un violento nubifragio che aveva ridotto la visibilità e zero; fortuna vuole che l’udito era fine, tale da sentire il fischio prolungato del battello “Como” che stava puntando dritto verso la sua imbarcazione e che lo avrebbe travolto e stritolato con le pale.

Benito non ha mai guidato un’automobile e la cosa non lo deprime affatto, anzi il suo elemento vitale è l’acqua e su qualsiasi tipo di natante (che in qualità di “sepultùn” ha anche costruito) a remi, a vela, a motore, ha sempre fatto bella figura (le prime gare le ha corse, da bambino, sui canotti da pesca).

Ancora oggi, malgrado i suoi numerosi anni portati bene, lo si può trovare quasi tutti i giorni nella prestigiosa sede del Circolo A.V.A.L. / C.D.V. (Associazione Velica Alto Lario – Centro Diffusione Vela) portandosi appresso il cannocchiale che gli permette di confrontarsi col lago in un dialogo segreto.

Di recente in paese l’hanno visto pedalare sulla sua biciletta con una mano sola e sulla spalla un pezzo di albero maestro da portare a casa; qualcuno giura che aveva gli occhi pieni di vento.

LA TUA TESTIMONIANZA »

Le vostre TEstimonianze

Benito

Video molto bello...

  • 1