Un altro Santuario, in posizione più alta rispetto al paese (da qui si ha una visione prospettica dell’ultimo tratto dell’alto lago, semplicemente mozzafiato), è quello conosciuto come chiesa di S.Gottardo.

Si narra che intorno al 1400, in un tabernacolo posto su un viottolo che portava al lago, c’era un dipinto rozzamente eseguito con l’effigie, appunto, di S.Gottardo.

I minatori che lavoravano in una vena ferrosa vicino alla fraz.Tegano, cominciarono a considerare il Santo come uno di loro. Alla fine della giornata lavorativa, passandogli davanti, lo pregavano, gli chiedevano interventi divini.

La fede e la devozione popolare si divulgarono molto in fretta, talmente in fretta e numerosa, da costringere l’Arciprete di Dongo, Don Carlo Manzi, a posare la prima pietra di quello che è ora il Santuario.

All’interno, sopra l’altare, una gigantesca tela che racconta i miracoli del Santo a favore degli ammalati colpiti dai mali alle ossa (i minatori, forse inconsapevolmente, avevano capito che solo lui poteva essere il loro protettore).

Civettuolo è il Confessionale, che riprende lo stile del soffitto in legno, dipinto con motivi floreali.

Non poteva mancare anche qui l’intervento di un maestro del colore come Gian Mauro Della Rovere, detto il Fiammenghino, che diede pennellate d’autore sulla balconata dell’organo, con figure di angeli e strumenti musicali.

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