Parlare di oro a Dongo, si rischia di equivocare su una vicenda che uno storico, pour parler, cita a proposito di una grossa quantità di lingotti e oggetti del prezioso metallo, tutti finiti in fondo al lago proprio davanti alla riva dell’ameno borgo altolariano.

Ma a Dongo esiste veramente una “Sala d’Oro” ed è una delle attrattive principali del Palazzo Manzi (ex Poldi Petazzi), sede del Municipio: di stile neoclassico, profuso nella suddetta sala, con ricche decorazioni in oro, arredo dell’epoca ben conservato, e affreschi, a firma Lavelli, rappresentanti divinità greco-romane della musica e della danza. Infatti la sala era riservata alle feste e ai balli di società.

Ma nel Palazzo c’è anche una cappella, un piccolo oratorio intitolato all’Immacolata Concezione di Maria, per attenersi ai doveri religiosi; e infine, dopo il divertimento e la professione di fede, uno spazio per aprire la mente: una biblioteca con più di 4000 volumi, alcuni incunaboli e cinquecentine di inestimabile valore, e poi, protetto da una vetrina, forse il vero tesoro del palazzo: l’opera omnia di Ludovico Muratori, unica in Italia.

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