Oltrepassato il lungolago di Cadenabbia, direzione Sorico, si viene come attratti, pur essendo alla guida di un qualsiasi mezzo, dal candore di una chiesetta a metà montagna, che sembra scolpita nella roccia: è la chiesa di S.Martino (ma oggi conosciuta come Santuario della Beata Vergine delle Grazie), nel comune di Griante.

Il sito dov’è posizionato l’edificio sacro, originariamente, vista la posizione di dominio dall’alto, faceva parte di un sistema fortilizio lariano in epoca tardoromana-barbarica e l’antica dedizione a San Martino (santo che fu guerriero di tante battaglie) conferma l’importanza strategica e militare dell’area.

La dedicazione successiva alla Beata Vergine la si deve ad un miracolo avvenuto nel XVII secolo durante l’epidemia di peste: una giovane pastorella di Griante scoprì in una grotta poco distante dal luogo una statua lignea quattrocentesca della Madonna; i compaesani della ragazza ritennero opportuno portare in processione la statua fino alla Parrocchiale ma, durante la notte, misteriosamente, la venerata scultura fece ritorno alla chiesetta abbarbicata alla roccia.

Il Santuario lo si può raggiungere (e vale la pena di farlo!) anche a piedi, partendo sia da Griante che da Rogaro (dal 1889 al 1915 fu una delle mete preferite di Don Achille Ratti, futuro Papa Pio XI, che trascorreva abitualmente le sue vacanze proprio a Griante).

Particolare non banale: rispetto ad altre effigi mariane, per dare un bacio alla Vergine bisogna salire una piccola scaletta di fianco all’altare e obbligatoriamente abbassare la testa in segno di reverenza.

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