Passeggiando per i vicoli di Sagno si incontra un edificio particolare, una villa che con la sua semplice austerità è essa stessa poesia: si tratta della casa di Francesco Chiesa, poeta e scrittore nato e vissuto a Sagno, che ha sempre raccontato il territorio, le piccole cose legate alla natura e alla vita di paese. Leggendo alcune sue poesie pare quasi di udire suoni e rumori, sentire gli odori e assaporare le sensazioni genuine che traspaiono dalle parole. Il piccolo borgo di Sagno, con il suo paesaggio agreste e genuino, ha lasciato un segno indelebile sui quaderni di Chiesa. “Semplicità: la prima ingenua voglia / de' prati a marzo, l'esil voce prima / dell'acqua che si libera, la cima / del tiglio che tremante apre una foglia”. Lo stupore per il risveglio della natura prende così forma nelle parole di Francesco Chiesa. Un altro esponente della poesia svizzera, più recente ed ugualmente legato a Sagno è Alberto Nessi, narratore delle emozioni che nascono nella Valle di Muggio, magari passeggiando in ascolto della natura. “La poesia spesso nasce camminando”, così sostiene il poeta. E allora il sambuco, la capra, il ragazzo disgraziato davanti al fuoco, diventano protagonisti di un quadro le cui pennellate sono i passi di un viaggiatore.

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