Percorrendo i sentieri in cima al monte Bisbino è naturale pensare ai contrabbandieri, spalloni, o “sfrusadùu” come si vogliano definire. Tra Cernobbio e il borgo di Sagno, si snodano i vecchi percorsi del contrabbando, strade segrete percorse nel buio della notte da passi di uomini che cercavano così di arricchirsi. Tutto qui ricorda queste storie d'altri tempi: recinzioni, cippi, una ben conservata garitta della Guardia di Finanza. Dal secondo dopoguerra fino a metà degli anni settanta molti abitanti dei paesi di confine si dedicavano a questa attività, più o meno saltuariamente, per arrotondare il salario e garantire maggiore benessere alle famiglie. Il confine qui ha però visto molte altre storie. Spesso il confine che divide, diventa confine che unisce. Durante il secondo conflitto mondiale questi sentieri videro la paura e la speranza di molti ebrei, messi in salvo da generose famiglie di Cernobbio che non esitarono a mettere a rischio la propria sicurezza per regalare speranza ad altre persone. Andando indietro nel tempo, viene ricordata un'altra storia, questa volta non a lieto fine. Siamo nel 1843, alcuni giovani della Valle di Muggio, di ritorno da un pellegrinaggio al Santuario del Bisbino, si scontrarono violentemente con avversari politici. Dalla lite scaturirono diversi disordini nei paesi della valle, che nei giorni successivi portarono alla morte di tre uomini, ancora ricordati da tre croci poste a poche decine di metri dalla garitta, proprio in località “I Crusett”.

LA TUA TESTIMONIANZA »

Le vostre TEstimonianze
Al momento non ci sono Testimonianze.