È il primo paese che si incontra sulla direttrice della cosiddetta “Riva Romantica” ed è la località che a buon diritto può fregiarsi dell’appellativo di “romantico”, vista la frequentazione nell’arco dei secoli di grandi artisti, musicisti e poeti: da Vincenzo Bellini a Matthew Bellami (leader dei “Muse”), da Ugo Foscolo al prete-poeta Clemente Rebora e al grande poeta milanese Delio Tessa che, durante le vacanze scolastiche, veniva mandato in punizione da parenti che abitavano qui.

Di rilievo anche la presenza in paese per anni, fino alla tragica scomparsa, di Gianni Versace, proprietario di una delle più belle ville del primo bacino: Villa Fontanelle.

Quasi sempre, davanti a un cartello stradale che indica un luogo, ciascuno di noi si limita a leggere quanto c’è scritto senza pensare alle origini del nome; questo vale anche per Moltrasio il cui nome di origini ne ha ben quattro: “Monte Larice o Monte dei Larici”, “Monte Raso” (riferito a un saccheggio provocato dai nemici dirimpettai di Torno, che distrusse il borgo), ma anche “luogo dove si ricava la malta” (in dialetto “molta”) e, infine, “luogo che si trova tra i monti”.

“Muli”, così vengono definiti i moltrasini e, anche se l’epiteto può sembrare offensivo, potrebbe ricondurre ai muli che servivano per trasportare dalle cave fino al lago il famoso “sasso di Moltrasio”.

Oggi l’attività estrattiva non c‘è più, ma la pietra locale, utilizzata in tutto il territorio comasco, è il simbolo per antonomasia del paese.

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