A Torno, in un’antica casa, al civico 5 di via Piave,si può ammirare ancora oggi nei locali dellacantina, un fontanile sempre colmo d’acquafresca, che gli attuali proprietari utilizzano perannaffiare, anche nei periodi più siccitosi, fiorie ortaggi.

Ed è proprio in questo cantinone chehanno avuto luogo fatti fra lo storico e il leggendario,legati alla figura di una statua lignea delXVI secolo raffigurante la Madonna del Rosario,molto venerata dai tornaschi. Si narra che nel1522, quando Torno fu messa a ferro e a fuoco,alcuni fedeli per sottrarre la preziosa statua,la nascosero in una nicchia prospicente alpozzo.

Tornati in patria dopo l’esilio, i proprietaridello stabile, riedificarono, sullemura ancora segnate dalla distruzione,un’abitazione ancora più grande. I componentidella famiglia che dimoravano inquella nuova casa, eranousi, prima di coricarsi, recitareil Santo Rosario.

Dopoalcuni giorni cominciaronoad udire di sera, appenaconclusasi l’ora vespertina, una voce soave ecelestiale, proveniente dai sotterranei della casae che rispondeva ai misteri Gaudiosi, Dolorosi eGloriosi enunciati da loro.

Sorpresi e intimoritisi recarono nello scantinato e con grande meravigliascoprirono in una nicchia seminascostal’effige della Madre di Gesù, che venne consegnataall’autorità religiosa di allora e portatain solenne processione fino alla chiesa di SanGiovanni, dove venne collocata. E da quel giornol’immagine sacra venne chiamata Madonna delPozzo.

Ma di case a Torno conil fontanile interno, cene sono ancora parecchie,distribuite in tuttoil paese e le eventualiristrutturazioni hannosempre tenuto contodi quel limpido tesorod’acqua conservatonelle cantine.

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