La visione che si ha del lago, visto dal cimiterodi Torno, è una visione paradisiaca.È un luogo che mette pace, un luogo doveun progetto artistico ha voluto portarela bellezza dove si annida, purtroppo, latristezza di addii definitivi.

Il camposanto(termine arcaico, ma preferibile al lugubre“cimitero”) è adiacente alla chiesadi San Giovanni e diventa quasi il“giardino della memoria” di tutticoloro che hanno fatto l’ultimasosta nell’edificio sacro primadi essere sepolti o tumulati neicolombari.

Vi si accede attraversoil “Parco della Rimembranza”,realizzato sull’area del vecchiocimitero (e inaugurato il 5 settembre1926), corredato da 14cipressi, su ognuno dei quali cisono le generalità dei soldati tornaschicaduti nella Guerra del ‘15/’18.

Vi sono altresì,tra un cipresso e l’altro, 9 targhe conincisi i nomi di quelli che persero la vitanella Seconda Guerra Mondiale; un monumentodedicato a Egidio Ruspini, unodei Mille di Garibaldi; un cippo che ricordail “prete-poeta-patriota”, Tomaso Bianchi eal centro del parco il Monumento ai Caduti.

Sempre nella stessa area, c’è una loggiasulle cui pareti sono applicate diverseepigrafi onorarie e sepolcrali, risalenti aisecoli XVIII-XIX, facenti riferimento ad antichefamiglie tornasche.

Su una di questelapidi, dove si ricorda la sepoltura unica dipadre e figlio, c’è l’iscrizione di due versi, adir poco paradossali: “Morte fatal così confondel’ossa/ del genitor del figlio in questafossa”.

Un’ampia scalinata di granito, protettada due statue di angeli in silenziosapreghiera, mette in comunicazione il Parcodella Rimembranza con il monumentalecimitero, benedetto il 1° novembre del1927 dal vescovo, monsignor Luigi Pagani.

La grandiosità progettuale del complessocimiteriale è opera del pittore GiuseppeMentessi, docente dell’Accademia di Brera.La costruzione, avvenuta utilizzandoun vasto terreno fino ad allora occupatoda orti e frutteti, potè essere portata atermine grazie alla sostanziosa offerta didanaro, da parte di una facoltosa famigliatornasca.

Scendendo i gradini tra un terrazzamentoe l’altro si può ammirare sullaparete di un pianerottolo un’opera delloscultore Clerici che raffigura “L’ Angolo delRicordo”, dove si può leggere questa epigrafe:“A tutti i morti/ di questa terra/ chenon hanno/ nè nome nètomba/ fiori e preghiere/nel comune rimpianto/per il ricordo perenne/MCMXXVII”.

LA TUA TESTIMONIANZA »

Le vostre TEstimonianze
Al momento non ci sono Testimonianze.