Malgrado Santa Tecla sia la parrocchiale,la chiesa di San Giovanniè quella più cara ai tornaschi. La maggiorparte di loro sono stati battezzati lì, esempre lì (essendo la chiesa vicina al cimitero)hanno pregato e accompagnato per l’ultimo salutoi propri cari. L’edificio sacro si trova nellaparte medio-alta del paese. La sua costruzionevenne completata definitivamente nell’anno1494.

Il visitatore che entra per la prima volta inchiesa San Giovanni ha subito un sussulto d’anima,se poi capita nel momento in cui il rosonesituato sulla facciata, entra un raggio di sole nonpuò non commuoversi. Attualmente, il prevosto,ha installato in sacrestiaun impianto stereo chediffonde lungo le navatemusica sacra facendodiventare la chiesa,luogo di preghiera solitariae d’ascolto di séstessi.

San Giovanni èfamoso soprattutto perchéconserva fra le propriemura uno dei chiodidella crocifissione diGesù. La reliquia è benconservata e rinchiusain un cassone dilegno,munito di sette serrature, le cui chiavi erano affidatea sette famiglie di maggiorenti tornaschi. Il cassone si trova ben costudito dietro l’altaremaggiore.

Ma come c’è finito a Torno, uno deichiodi della Passione di Cristo? Si narra chenel 1099, molti principi cristiani e cavalieri cheavevano partecipato alle Sante Crociate, ebberoil desiderio di tornare ai propri lidi.

Fra questi viera un gruppo di guerrieri Alemanni, guidati daun Arcivescovo il quale, prima di intraprendereil lunghissimo viaggio, venne in possesso di unchiodo di quelli che trafissero sulla Croce il Salvatore.L’Alto prelato e i suoi accoliti, giunse aComo e lì si imbarcò, avendo come meta l’agognatamagione.

Il lago era tranquillo, la giornatasplendida, e quindi, i presupposti per una navigazioneserena e sicura c’erano tutti, ma giuntiall’altezza del porticciolo di Torno si scatenòall’improvviso una bufera e l’Arcivescovo ordinòalla ciurma di ripararsi fra le mura accoglientidel molo. Una volta che ebbero attraccato l’imbarcazione,il sole si rimise a splendere.

Alloravennero mollati gli ormeggi e si decise di prendereil largo, ma fatti pochi metri, tuoni e lampipresero il sopravvento e i poveri tapini furonocostretti a tornare indietro e una volta rientratinel porto la tempesta si acquetò. Ci furonoaltri tentativi, ma la solfa era sempre quella.

L’Arcivescovo interpretò questa situazionecome un segno divino. Avendo saputo chein quel luogo vi era una chiesa dedicata allaSanta Croce, decise di donarealla popolazione quellepreziose reliquie. Uscito dalporticciolo potè proseguiresenza intoppi verso casa.

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